È legittima la valutazione dei candidati quando essa prenda in considerazione elementi quali la valutazione degli studenti (ROS), la qualità dei seminari e la c.d. età accademica.
In relazione ai primi due, il criterio del “Rilevazione dell’Opinione degli Studenti sulla didattica erogata (ROS)”, introdotto con la l. n. 370/1999 e la qualità dei seminari sono espressamente previsti dall’art. 3 del D.M. 344/2011. Anche il criterio dell’età accademica è stato ritenuto legittimo da precedenti pronunce, in quanto utile a garantire imparzialità e parità di trattamento di tutti i concorrenti, fornendo un dato oggettivo che guardi al rapporto tra risultati e scorrere del tempo.
L’attività di predeterminazione dei criteri di valutazione è espressione dell’ampia discrezionalità amministrativa di cui sono fornite le Commissioni esaminatrici per lo svolgimento della propria funzione, sicché le relative scelte non sono assoggettabili al sindacato di legittimità del G.A., salvo che non siano ictu oculi inficiate da irragionevolezza, irrazionalità, arbitrarietà o travisamento dei fatti.
L’art. 18 della l. n. 240/2010 non prevede un obbligo per le Università di creare una griglia di trasposizione dei giudizi in voti numerici (creando punteggi e sub-punteggi) e una graduatoria, così come non lo prevedono il Regolamento per le chiamate della Scuola e il Bando, provvedimenti questi ultimi che, in ogni caso e sotto tale specifico profilo, non sono stati censurati dal ricorrente.
Quanto all’asserita assenza di un voto numerico per ciascun candidato, la giurisprudenza ha affermato che il giudizio discorsivo e analitico (non inteso come la valutazione svolta con un dettaglio tale da instaurare una valutazione comparativa puntuale di ciascun candidato rispetto agli altri per ciascuno dei titoli, ma come raffronto globale dei candidati) comporta una migliore espressione della valutazione compiuta dalla Commissione rispetto a un punteggio numerico, in quanto il giudizio analitico deve ritenersi, infatti, più congeniale ad una valutazione chiamata.