In tema di abilitazione scientifica nazionale, è oggetto di comune esperienza che la normale dialettica valoriale consenta senza contraddizione di svolgere premessa nella quale si lasciano emergere elementi di fatto o di giudizio “positivi”, ossia favorevoli all’esaminato, per poi concludere circa la loro insufficienza, ogni qual volta la pur rilevata “positività” non è però ancora tale da superare la determinata soglia di meritevolezza o di rilevanza. Tale metodologia dialettica è particolarmente apprezzabile proprio in quanto traccia percorso aperto a futuri sviluppi ed offre preziose indicazioni metodologiche.
Nessuna contraddittorietà può evincersi dalla circostanza che sia stata espressa anche valutazione positiva (discreta continuità, buona produttività, coerenza con tematiche del settore, adeguata collocazione editoriale), posto che tale circostanza di per sé non esclude che il contributo sia, al contempo, apprezzabile sotto alcuni profili, ma non adeguatamente supportato in senso qualitativo con riferimento ai contenuti e alle metodologie applicate (contributo teorico limitato, indagini empiriche metodologicamente deboli, rigore metodologico limitato).
In tema di valutazione titoli, quando viene in rilievo profilo di contestazione che abbia ad oggetto il rapporto di coerenza (o di non coerenza, in tutto o in parte) di esperienza allegata dal candidato ASN, la relativa indagine presuppone cognizione di fatto che non può essere limitata alla mera formulazione della motivazione, ma richiede coerente riparto dell’onere della prova. Pertanto, spetta al candidato dimostrare la coerenza dello spin-off con il settore di riferimento, sulla base delle risultanze istruttorie acquisite e dell’esegesi delle declaratorie in vigore dei settori concorsuali.