Nell’ambito di una procedura valutativa di chiamata ai sensi dell’art. 24, comma 6, l. 240/2010, per un posto di professore di ruolo di prima fascia, deve ritenersi incompleto e incongruo il giudizio finale espresso dalla commissione giudicatrice qualora quest’ultima non assolva l’onere motivazionale “rafforzato” richiesto tutte le volte in cui i valori dei candidati non risultino significativamente differenziati e non emergano ictu oculi elementi di valutazione nettamente favorevoli per un candidato rispetto all’altro tali da giustificare un giudizio finale di prevalenza espresso in forma meramente sintetica (l’utilizzo di locuzioni quali “ottimo”, “molto buono”).
Tar Lazio, Roma, sez. III, sent. n. 17053 del 29.10.2026
ABILITAZIONE SCIENTIFICA NAZIONALE – DISCREZIONALITÀ TECNICA – LIMITI DEL GIUDICATO – VALORI SOGLIA – AUTONOMO GIUDIZIO DI MERITO SULLA MATURITÀ SCIENTIFICA – MOTIVAZIONE DEL GIUDIZIO COLLEGIALE – RAPPORTO CON I GIUDIZI INDIVIDUALI – NATURA NON COMPARATIVA DELLA PROCEDURA – POSIZIONE RICONOSCIBILE NELLA COMUNITÀ SCIENTIFICA – SETTORE CONCORSUALE 08/E2 – RIGETTO